senzalimiti
...cerco un centro di gravità permanente... |
|
giovedì, maggio 31, 2007 Stasera tutti davanti alla tv a guardare Santoro! Facciamo il boom di ascolti per dimostrare che la gente vuole sapere certe cose e che il servizio pubblico ha l'obbligo di informare
E adesso un augurio per quest'estate direttamente dal fotografo dei vip, Fabrizio Coronaaaaaaaa
mercoledì, maggio 30, 2007 sono uscito ieri dalla redazione che stava tramontando, ci sono tornato questa mattina che stava albeggiando...
lunedì, maggio 28, 2007 ![]() 20 maggio 2007 Senzalimiti's Portrait in San Leonardo. Photo by G.Ranzini Ah...alle 18.30 alla Feltrinelli di Piazza Piemone di Milano stasera c'è Vladimir Luxuria. Accorrete numerosi per portarle solidarietà dopo i tristi eventi di Mosca! venerdì, maggio 25, 2007 Occhio e croce direi che nella redazione meteo e traffico c'è una lesbica. 'Sta tipa oggi è arrivata con una cresta stile Mister T, pantaloni militari e canotta...aiutooooooo!
giovedì, maggio 24, 2007 Sabato ho un matrimonio e sarò il testimone della sposa. Abito scuro, giacca, cravatta, gemelli. Sudo già solo all’idea. A Milano ci saranno più di trenta gradi. Nella mia Panda nera senza aria condizionata almeno sei o sette in più. Si accettano suggerimenti. Io pensavo di andare a casa della sposa coi pantaloni e solo una maglietta e poi finire la vestizione da lei. sabato, maggio 19, 2007 È di fronte a me, dopo sedici anni. Lo riconosco appena sale sul tram. Più alto di me adesso, ma i lineamenti solo gli stessi. Magro e dinoccolato, con labbra pronunciate, come allora. I nostri sguardi si incrociano ogni tanto. Non so se mi ha riconosciuto, comunque non lo dà a vedere. Ascolta musica con le cuffie e ha lo sguardo un po’ perso nei suoi pensieri. Io leggo distrattamente. Con la coda dell’occhio lo guardo cercando di non farmi notare troppo. Il tragitto che facciamo insieme sul tram dura circa venti minuti. Sorrido pensando che è sicuramente il tempo più lungo passato insieme. Ci incontravamo ogni mattina andando a scuola. Io al liceo, lui in terza media. Sarei potuto uscire di casa qualche minuto più tardi, prendere il tram per un paio di fermate, invece lo volevo vedere. Così uscivo in largo anticipo. Un giorno. Due giorni. Tre giorni. Poi un sorriso. Poi un suo “Ciao” veloce. Poi un mio biglietto. E l’inizio di una corrispondenza mattutina. Un appuntamento che aspettavo ogni giorno con apprensione e trasporto. Un passaggio veloce di bigliettini, un saluto e poi ognuno ancora per la propria strada. Così per quattro mesi. Lui mi raccontava di sé, del suo voler diventare “da grande” un tranviere, di una ragazzina conosciuta durante il corso di nuoto. Io come un falso fratello maggiore cercavo di dargli consigli, senza fargli capire la “strana” attrazione che provavo per lui. È buffo ora che ci ripenso. Avevamo solo due anni di differenza. Ora ne ha trenta, forse compiuti da poco. Ma allora questi due anni mi sembravano una “distanza siderale” e mi creavano non pochi problemi di coscienza, come quei biglietti ingenui. Per lui io ero un confidente, lui per me era un turbamento continuo. Non era particolarmente bello. Di quei ragazzini che passano inosservati. Magrolino, moro, aria un po’ spaesata. Un po’ com’ero stato io alla sua età. In quei mesi vidi per la prima volta “Stand by me”. Per me lui era uguale a Gordie Lachance. Un giorno mia madre trovò una lettera. Non una sua, ma la copia di una mia a un amico in cui gli raccontavo un po’ tutta questa storia. Mi chiese di interrompere il rapporto. Quale rapporto? Pensavo io…ma così feci. E in maniera un po’ drastica. Gli scrissi un ultimo biglietto raccontandogli tutto. Le mie sensazioni, le mie paure, il mio “strano” trasporto nei suoi confronti e gli chiedevo scusa per non essere stato sincero fin dall’inizio. Dal giorno dopo cambiai orari: uscivo più tardi e prendevo il tram per andare al liceo. Negli anni successivi ci siamo incrociati per strada solo due o tre volte. L’ho anche visto qualche anno fa coi capelli completamente ossigenati, quasi albino. Per i suoi diciotto anni misi in busta tutti i suoi bigliettini, gelosamente custoditi in cinque anni, e gliela lasciai nella casella della posta. Mi sembrò un modo per mettere la parola fine. Ma è stato davvero così? Quando l’ho visto salire sul tram questa mattina è stato come un violento flash back. Mi sono sentito risucchiato in un vortice e risputato fuori, sedici anni fa. Una forte scossa elettrica che mi ha lasciato un po’ intontito per tutta la giornata. Domenico Modugno - Il maestro di violino Qui la versione spagnola...adoro questa canzone (anche se mi commuovo di più con "Piange il telefono")
mercoledì, maggio 16, 2007 Separate alla nascita
Fiordaliso e la trans Patrizia
Avrei preferito essere in turno da solo piuttosto che con un collega che si fa i cazzi suoi. Il risultato è lo stesso ma almeno mi sarei risparmiato una gastrite isterica...ma vaffanculo!
venerdì, maggio 11, 2007 Udite udite: Forse oggi un noto blogger milanese apparirà per cinque minuti ( o anche meno) su Raidue durante un programma pomeridiano per disquisire di famiglia e matrimonio. Televisori sintonizzati quindi su "L'Italia sul 2" e occhio al mix di interviste realizzate per strada per sentire il parere della gggente. ps: visto che il suddetto blogger però si è incartato nello spiegare il proprio pensiero non è detto che andrà in onda
giovedì, maggio 10, 2007 Io non potrò andare però lo segnalo lo stesso: Il KOB, Kollettivo Omosessuale Bicocca presenta DI.CO Cos’è Considerazione e riflessioni sui Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi Partecipano: Chiara Saraceno Docente di Sociologia presso l’Università di Torino Aurelio Mancuso Segretario Nazionale Arcigay Venerdì 11 maggio Ore 11.00 P.zza Ateneo Nuovo,1 Edificio U6
mercoledì, maggio 09, 2007 Io pensavo di andarci....magari dopo aver acceso un mutuo...voi?
domenica, maggio 06, 2007 Mi piace incrociare gli sguardi dei maschi. Non quelli che guardano me…sono davvero troppo pochi, sigh. No, quelli di maschi che guardano altri maschi e sperano di non essere scoperti. È capitato ieri sul tram. Lui, carino, golfino, polo con colletto alzato, jeans e scarpe da tennis, taglio corto con cresta solo accennata, due anelli e un braccialetto di pelle. L'ho già incontrato altre volte, ma in tenuta da ufficio, mentre leggeva “il Giornale”. Ascolta musica con le cuffie e distrattamente si guarda attorno. Il nostro sguardo si incrocia un paio di volte per una frazione di attimi. A una fermata sale un altro ragazzo. Sui vent’anni, alto, jeans e giubbino colorato, cappellino e zainetto. Va a sedersi proprio di fronte all’altro. Che lo guarda, eccome se lo guarda. Poi cerca di far finta di nulla. Ma ogni trenta secondi ritorna a osservarlo. Mi sembra vagamente più inquieto. Cerca di distrarsi ma ci riesce poco. Anche quando si alza per avvicinarsi all’uscita continua a guardarlo. Fa finta di osservare anche gli altri, ma in realtà è preso solo da lui. Questa allegra scenetta, che io non mi perdo, anzi mi godo fino in fondo, dura il tempo di tre fermate, poi lui scende. giovedì, maggio 03, 2007 Vent'anni fa moriva Dalida. Confesso di non conoscerla tantissimo. Ricordo di aver sentito parlare di lei per la prima volta grazie a un programma di Paolo Limiti (sempre lui!). Rimasi profondamente colpito sentendo questa canzone. A distanza di anni ogni volta che la ascolto mi lascia sempre un po' triste. Soprattutto pensando al suo gesto finale.
mercoledì, maggio 02, 2007 Come qualcuno si ricorderà il nick di questo blog è inizialmente stato pensato in onore di Paolo Limiti. Quindi è con tanta gioia che posto la notizia...eheheh MUSICA:LIMITI, DEBUTTO NELL'OPERA CON ' (ANSA) - MILANO, 2 MAG - Con il libretto dell'opera risorgimentale 'La zingara guerriera', in scena in anteprima mondiale domenica 6 maggio al Teatro Dal Verme di Milano, Paolo Limiti fa il suo debutto nella lirica. La musica del melodramma e' di Luigi Nicolini e sara' eseguita dalla Filarmonica della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, diretta dal maestro Steven Mercurio, mentre nel cast figurano due stelle della lirica come il soprano Daniela Dessi' e il tenore Fabio Armiliato. ''Gia' il fatto che Dessi' e Armiliato abbiano accettato - commenta Limiti - mi fa felice. E' la mia prima esperienza nell'opera e ci tengo molto, perche' amo la musica in tutte le sue manifestazioni''. L'opera, ''melodica e non moderna, in omaggio a quel tipo di tradizione italiana'', dopo Milano andra' in scena a Parma, ''e poi si vedra' - dice scaramantico l'autore - mi piacerebbe continuare su questo filone, ma e' presto per dirlo''. La storia, che si svolge durante la prima guerra di indipendenza, vede al suo centro la storia d'amore tra un nobile patriota e una zingara, ''che si amano alla follia, ma sono destinati - anticipa il librettista - a non incontrarsi mai, tanto che moriranno entrambi per i loro divergenti ideali''. Il nobile, sposato, alla vigilia della battaglia di Custoza manda una lettera alla sua amante dove le annuncia la sua intenzione di arruolarsi, ma il maggiordomo che le dovrebbe consegnare il biglietto si addormenta. A trovarlo e' la moglie, che lo ignora e commenta 'piuttosto venga la guerra'. Abbandonata senza notizie, la zingara si rivolge direttamente alla sua rivale, apprende che il suo amato e' in guerra, si taglia i capelli, si veste da soldato e parte alla sua ricerca. Lo trova, ormai morente, sul campo di battaglia, si vorrebbe togliere la vita, ma si limita a togliergli la catenina che era il pegno del loro amore. Uno sciacallo, pero', la vede depredare il cadavere e decide per lei: 'a te l'anima, a me la collana', le dice prima di ucciderla, unendo gli amanti in un ultimo abbraccio. (ANSA).
|